
Scheda.
L'incontro fra i Greci e i gimnosofisti

La grande impresa di Alessandro Magno dur circa dieci anni (334-
323 avanti Cristo). Al suo seguito non vi erano soltanto soldati,
ma anche uomini di cultura, scienziati ed esponenti delle scuole
filosofiche greche. Il grande re dei Macedoni nella sua marcia
vittoriosa arriv sino al fiume Indo, rendendo possibile
l'incontro fra la civilt indiana e il mondo greco. E questo
incontro fu per la filosofia greca di notevole importanza.
Tra i filosofi al seguito di Alessandro c'era Pirrone di Elide,
fondatore della scuola scettica, che, come gi affermavano le
fonti antiche, fu profondamente influenzato dall'incontro con
alcuni saggi dell'antica India, chiamati dai Greci gimnosofisti,
cio sapienti nudi (Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, nono, 61
e 63). Essi vivevano una vita tutta orientata al superamento dei
bisogni umani - attraverso l'esercizio della rinuncia alle cose -
e tesa alla conquista di una totale impassibilit e indifferenza
di fronte al mondo. Secondo Diogene Laerzio l'esperienza dei
gimnosofisti sugger a Pirrone l'idea dell' acatalessa (cio
della non rappresentabilit e dell'incomprensibilit delle cose) e
dell' epoch (cio della sospensione del giudizio). Nelle Vite
parallele di Plutarco (Vita di Alessandro, 64-70) si parla di un
dialogo fra lo stesso Alessandro e dieci gimnosofisti. Quando
Alessandro domand come potesse l'uomo diventare dio, un
gimnosofista rispose: Facendo ci che nessun uomo ha il potere di
fare. Quando Alessandro domand fin quando all'uomo conviene
vivere, un altro gimnosofista rispose: Finch non stima
preferibile la morte alla vita. Plutarco insiste nel mostrare
l'interesse che Alessandro aveva per i sapienti dell'India. Una
volta mand un filosofo della scuola di Diogene il cinico, di nome
Onesicrito, perch si confrontasse con loro. Onesicrito parl a
lungo di Socrate, di Pitagora e dello stesso Diogene. Il commento
di questi saggi indiani fu che si trattava di brave persone, che
per avevano avuto troppo rispetto per le leggi durante la loro
vita.
Uno di questi saggi, di nome Calano, si convinse a seguire
Alessandro ed ebbe occasione di mostrare ai Greci l'eccezionale
capacit di controllo del proprio corpo. Siccome soffriva di
dolori al ventre, il saggio indiano fece erigere una catasta di
legna e, dopo aver salutato i Macedoni ed aver augurato loro di
trascorrere piacevolmente quella giornata, vi si sdrai sopra,
fece dar fuoco alla legna e si lasci bruciare vivo senza emettere
un lamento. Alessandro, che aveva assistito all'episodio, quello
stesso giorno organizz un banchetto per s e per i suoi compagni;
durante il banchetto propose una gara: avrebbe vinto quello che,
fra i commensali, avesse bevuto pi vino. La gara cost la vita a
quarantadue persone. Dal confronto tra questi due episodi emerge
la profonda differenza fra la cultura occidentale e la figura del
saggio indiano con la sua serenit interiore collegata al distacco
dai piaceri della vita. Egli aveva dimostrato con il suo esempio
quello che poi diventer un principio di tutta la filosofia
ellenistica: che il saggio pu essere pi forte delle circostanze
avverse, e felice anche nelle disgrazie. Nello stesso tempo tutto
ci a cui gli uomini normali danno tanta importanza diventa agli
occhi del saggio del tutto trascurabile, come privo di vera
realt. Dall'irrealt delle cose allo scetticismo il passo diventa
breve

